Sigislao e i piedi delle femmine

Non serve toccare culi per essere maniaci

Sigislao è un feticista dei piedi.
A Sigislao piacciono i piedini delle femmine. Gli piace guardarli, toccarli, farci delle cose. Sigislao è alla costante ricerca dei piedi perfetti. La definizione di piedi perfetti è la seguente: antitesi dei piedi di Perlo.
I piedi di Perlo sono di un maschio, hanno le unghie marcissime, puzzano, sono storti, pelosi e hanno i funghi.
I piedi perfetti appartengono ad una ragazza, sono liscissimi, profumati, senza calli o altri tipi di imperferzioni.
Il periodo in cui Sigislao è più attivo nella ricerca dei piedi perfetti è, ovviamente, quello estivo. Non serve andare al mare per vedere tanti piedi, basta fare due passi in città visto che le ciabattine vanno di moda tra le donne. Sigislao passeggia e guarda i piedi delle ragazze. Tanti uomini si soffermerebbero a guardare le tette trovandosi di fronte ad una donna, invece Sigislao abbassa lo sguardo e guarda i piedini (fatti vedere da uno bravo Nd BaroneBirra). In questo modo Sigislao appare come un tenero timidino agli occhi delle signorine, che lo vedono con lo sguardo basso: “che bravo ragazzo timidino!” si illudono quelle bagascione, abbassando le difese (ti ho già detto tante volte che non vivi in un hentai Nd BaroneBirra). Se solo sapessero cosa frulla in quei momenti nella testa di Sigislao, tutti gli utilizzi possibili per quei piedi.
Ricordo con commozione la prima volta che mi resi conto di questa perversione. Ero alle elementari, e avevo di fronte a me una compagna che si levava spesso le scarpe per giocherellare con le dita dei piedi.
Avevo 6 anni ed ero già un maniaco. Iniziai subito a guardare affascinato quei movimenti. Ma non mi bastava, avevo bisogno di toccarli.
Alle elementari facevamo spesso il “gioco del serpente” che si basa sulla canzoncina:

Questa è la testa del serpente
che vien giù dal monte
per ritrovare la sua coda
che ha perso un dì.
Ma guarda un po’!
Sei proprio tu
quel pezzettin del mio codin!

Un bambino o una bambina iniziava il gioco passeggiando e cantando la canzone. Ad un certo punto doveva indicare un altro bambino che doveva passare sotto le sue gambe, mettersi dietro di lui in fila indiana e la canzoncina ricominciava. In questo modo si formava un serpente sempre più lungo. Ogni volta il bambino che veniva scelto doveva passare sotto le gambe di tutti e mettersi in coda a tutti.
Ogni volta che si faceva questo gioco io andavo in bagno e facevo passare un po’ di tempo per essere sicuro di essere “scelto” con un serpente già in possesso di una lunga coda, ovvero con tante femmine. In questo modo passavo sotto le gambe e toccavo accuratamente i piedi delle ragazze. Loro ridevano, tutti ridevano, anche le maestre, perché sembrava che volessi fare il solletico. Non era vista come una cosa sconcia, ma una cosa buffa. I miei compagni erano pure dei maiali, ma quando facevano i porci toccavano banalmente i culi alle ragazze. Io ero troppo intelligente per fare una cosa del genere (ma vaffanculo!! Nd BaroneBirra). Ero così in grado di soddisfare i miei porci istinti pubblicamente, facendo anche divertire tutti.

Purtroppo quando hai 30 anni non si fa più il Gioco del Serpente, quindi devo sempre inventarmi scuse diverse, tipo un massaggio ai piedi.

Un tempo credevo di essere un mostro, poi ho scoperto che quasi tutti gli uomini sono attratti dai piedi delle donne. Alcuni ci fanno più caso di altri, questa è l’unica differenza. Piedofili di tutto il mondo, non abbiate paura, non vergognatevi. Toccate i piedi alle donne, tanto non vi diranno un cazzo.

 -Sigislao

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